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Monte S. Angelo
Monte S.Angelo è il cuore antico del promontorio del Gargano.
Arthur Miller, lo scrittore e drammaturgo americano, lo ha descritto
in un suo racconto, come "una minuscola
vecchia signora che viveva sul tetto per paura dei ladri perché quelli
che l’hanno costruito dovevano avere una tremenda paura di qualcosa."

Santuario in grotta.
Qui è la famosa caverna santuario di S.Michele Arcangelo. Nell’oscurità
di un’antica grotta, l’angelo apparve con la sua spada fiammeggiante
e lasciò come testimonianza l’ orma di un suo piede impressa su una
roccia.
L’Arcangelo Michele, il più grande difensore di Dio, perché scacciò
Lucifero che ardiva a essere pari a Dio, in questa lotta si erse come
il buon gigante contro il gigante ribelle. Prese così, nel passaggio
tra paganesimo e cristianesimo, il posto di Giove vincitore dei Titani,
il cui tempio pare sorgesse sul Monte Sacro, la più alta vetta del
Gargano orientale.

Campanile ottagonale.
Il racconto delle apparizioni dell’Angelo sul Gargano inizia con l’episodio
del ricco allevatore di Siponto di nome Gargano che, perso il suo
toro più bello, lo ritrovò pascolante all’ingresso di una grotta.
Preso dall’ira gli scagliò una freccia che, miracolosamente deviata,
tornò indietro e lo ferì ad un occhio.
Il vescovo Lorenzo venuto a conoscenza dell’episodio, indisse tre
giorni di digiuno e di preghiere. Ebbe in sogno la visione dell’Arcangelo
che gli ordinò di fare di quella grotta il suo santuario.

Le porte in bronzo dell'anno mille.
S.Michele Arcangelo era il santo più adatto a sostituire le antiche
divinità, “princeps magnus” delle milizie angeliche, vincitore del
diavolo, combattente vittorioso del drago, e così fu designato già
da Costantino protettore delle sue schiere.
I Longobardi che invasero il Gargano, convertiti al cristianesimo,
lo sostituirono al loro dio Wotan come protettore degli eserciti.
La sua fama valicò i confini della regione e al suo santuario si recarono,
specialmente intorno all’anno mille o più tardi al tempo delle Crociate,
numerosi pellegrini da ogni parte d’Europa. Del loro passaggio danno
testimonianza alcune incisioni con i nomi graffiti sulle pareti. Da
qui infatti passava la “Via
Sacra dei Longobardi” che da S. Severo, attraverso la valle di
Stignano, raggiungeva Monte S. Angelo.
Le feste annuali, il 29 settembre e 8 maggio, le due festività annuali
di San Michele, coincidono, legate ai cicli di autunno e primavera,
con l’inizio e la fine dei grandi lavori agricoli, la semina e la
mietitura. Coincidono inoltre, insieme alle festività dedicate alla
Madonna Incoronata di Foggia, con le date di apertura e chiusura della
“Regia Dogana delle mena delle pecore
in Puglia”.
Così il santo guerriero, capostipite della cavalleria, condottiero
degli eserciti, difensore dei potenti, diventa anche il santo degli
umili, dei contadini e dei pastori che a lui affidano la protezione
della salute loro e dei loro animali.
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