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Melfi
Melfi si erge su un colle a 530 m.s.m, poco a settentrione
del Monte Vulture, un vulcano spento, ricco di acque e di boschi.

Melfi.
Il Vulture è il cuore della Basilicata, una terra dal grande
passato, in cui, come in Puglia, Roma e Bisanzio si sono affrontate
e incontrate. E il cuore di Melfi è il suo castello, centro della
storia con i normanni, gli svevi e gli angioini.
Il castello si erge su un’altura, a fare da sentinella sui valichi
dell’Appennino e sul Vulture e la cui vista si volge anche verso l’Adriatico.
E’ stato testimone di un passato in cui queste terre erano il centro
di un potere che da qui amministrava vasti territori ed emanava leggi
e ordinamenti.

Il primo nucleo fu eretto da Roberto il Guiscardo, il normanno
che scacciò definitivamente i bizantini dalla Puglia e dalla Basilicata.
Nel 1043 si riunirono qui a Melfi i capi normanni che avevano condotto
la rapida campagna di conquista.
Scese qui anche il Papa Leone IX, a minacciare la scomunica se la
Sicilia non fosse stata liberata dai musulmani e la capitale del nuovo
regno, trasferita da Melfi a Palermo.
Naturalmente il castello serviva ai nuovi potenti per difendersi dai
nemici esterni ma anche per tenere sottomesse le città e i territori
vicini.
Il Papa Nicolò II, convocò a Melfi nel 1059 il primo di ben
quattro Concili e nel 1089, un altro Papa iniziò da Melfi la predicazione
per la Prima Crociata. Quando il potere passò agli Svevi,
Federico II, da qui, emanò le Costituzioni Melfitane, la prima raccolta
organica di leggi del tempo.
Con gli Angioini Melfi decade da capitale a feudo e non ospiterà più
né imperatori né papi ma solo signori e signorotti, incapaci di grandi
gesta, al massimo di qualche congiura.
Anche Melfi e il suo castello passarono nel 1531 ai Principi Doria.
A Melfi viveva il loro Governatore
che amministrava il feudo e riscuoteva le tasse.
Il Castello è molto grande ed ha un ampio fossato, spalti, cortine
e una cinta muraria con dieci torri.

Le guide turistiche vi indicheranno i monumenti più importanti, come
il Duomo con il suo campanile normanno, la Chiesa con
Convento di S. Antonio da Padova e, poco fuori la città, le due
Chiese rupestri di Santa Margherita e della Madonna delle
Spinelle.
Noi aggiungiamo solo che è’ piacevole passeggiare per il centro storico
di Melfi, andando così, per le stradine intorno al castello, senza
alcuna meta.
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