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Lucera

"Quando ti apparirà da lontano l'arco ogivale di Porta Troiae vedrai in un volgersi immenso di solitudine Lucera, dal chiarore infinito del grano, balzata sui suoi tre poggi, potrà succederti che alcuni fra i più avventurosi fantasmi della storia vengano a mettersi allato". Così Giuseppe Ungaretti descriveva nel 1934 Lucera cogliendo da grande poeta il respiro della storia tra i ruderi, le strade ed i palazzi della città.

A Lucera c’è stato un tempo in cui per le strade  camminavano donne velate e il canto dei muezzin risuonava dall’alto dei minareti.

Cartolina antica

Nulla è restato di quei giorni, solo l’eco lontano delle suggestioni, nella verde e nuda spianata racchiusa tra le mura. Piccoli frammenti di ceramica istoriata, in caratteri arabi, col monogramma di Allah, conservati nel bel museo cittadino di Lucera, sono le sole e labili tracce che danno concretezza a quella storia singolare.
Federico II Imperatore volle qui deportare la comunità musulmana di Sicilia che gli si era ribellata. Da avversari i saraceni divennero poi i suoi uomini più fedeli. 
Lucera saracenorum era chiamata, alta di minareti e moschee, bella, dicono, più della Cordoba dei califfi. Nel 1239 pare non ci fossero più di dodici abitanti di religione cristiana.

Le mura

La fine del regno degli Svevi ad opera di Carlo d’Angiò, li vide combattere da valorosi a difesa della casata dell'imperatore e soccombere tutti, uomini donne e bambini.
Oltrepassato il portale d’ingresso, tranne le spoglie fondamenta di quella che fu una delle residenze imperiali, troverete il nulla, una grande e vuota spianata, assenze più che presenze. E’ anche per questo che Lugerah, il nome di questa città in arabo, merita un viaggio.

Nell'antichità classica Lucera fu una splendida e famosa città e di quel suo passato conserva un anfiteatro con intorno tombe ed abitazioni risalenti al I Sec. a.C..

Il bellissimo ingresso
Ingresso dell'anfiteatro

La Cattedrale dedicata all'Assunta, fu eretta dagli Angiò nel 1300 ed è, nell'Italia meridionale, una delle architetture meglio conservate di quel periodo.

La Cattedrale
Cattedrale.

L'interno è a croce latina. L'altare maggiore è costituito da una mensa in pietra di epoca federiciana e proveniente da Castel Fiorentino. Questo Castello, di cui restano pochi ma molto suggestivi ruderi non molto lontani da Masseria Canestrello, è famoso perché vi morì l'imperatore di Svevia.

 

 

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"Lugerah,
il suo nome   in arabo"

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