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La transumanza pag 2


Essere o pastore o esattore delle tasse, era il destino degli uomini delle nostre contrade.

una breve sosta
Una sosta lungo il cammino.

I padroni abruzzesi dei grandi greggi erano di fatto obbligati a farli svernare in pianura. Per invogliarli a raggiungere queste terre furono resi sicuri i percorsi che dall'Abruzzo portavano sul Tavoliere. Furono stabilite regole certe per la concessione dei pascoli e per il risarcimento dei danni che avrebbero potuto subire durante la transumanza. Vennero inoltre creati punti di approvvigionamento di pane lungo i luoghi di sosta ed assicurata una quota di sale per ogni pecora del gregge. Il Tavoliere pugliese fu ripartito in tante aree di pascolo dette locazioni, da affittare ai proprietari di pecore, noti come "locati”.

dalla carta delle locazioni
Tratturi e "locazioni".

Per la concessione del pascolo e dei servizi i padroni delle pecore erano obbligati a pagare la Regia Fida.
Erano inoltre tenuti a vendere a Foggia, sede della Dogana, i loro prodotti, lana, agnelli, capretti, formaggi. Alla Fiera che iniziava l’8 Maggio e poteva durare fino ad Agosto, arrivavano compratori anche francesi ed inglesi.

Lo scopo di questa macchina era produrre un forte gettito fiscale per la corona. Il meccanismo prevedeva che ad ogni gregge venisse riservato un pascolo di estensione proporzionale al numero delle pecore e alla qualità del terreno. Ogni locazione era a sua volta suddivisa in poste, ciascuna delle 
quali poteva sostenere un certo numero di pecore. La fida era la tassa da pagare.
Ai margini del comprensorio delle locazioni c’erano i cosiddetti “riposi”, tre vasti territori, destinati alla sosta delle greggi in attesa di conoscere la loro destinazione finale.
Ecco come il paesaggio di questa vasta area del Sud Italia, per la presenza della pastorizia transumante e delle sue istituzioni, ha assunto caratteristiche così diverse da qualsiasi altra parte d’Italia.

un campo base
Campo di pastori con la caldaia.

Ma piccole parti di questo territorio furono destinate all’agricoltura, anch’essa però regolata da precise disposizioni:
La Regal Corte sottoscrisse con i Baroni, i Luoghi pii ed i privati, contratti perpetui nei quali veniva stabilito che le greggi dei pastori provenienti dagli Abruzzi potessero godere delle terre prese in fitto dal 29 settembre all’8 maggio. Restavano escluse alcune aree riservate dai loro proprietari «per la semina delle vittuaglie» e di altre aree da utilizzare per il pascolo dei bovi aratori e degli altri animali impiegati per i lavori di semina.

Dopo Alfonso I d’Aragona e fino all’avvento sui troni di Spagna e di Napoli di Carlo V d’Asburgo, i cambi di conduzione della Dogana delle Pecore dovuti alle successioni dei regnanti e dei loro Vicerè, furono causa di un grande disordine nella gestione.
Baroni e massari, approfittarono dei minori controlli del potere centrale e si appropriarono in modo illegittimo di consistenti estensioni di terre del Demanio regio. Inoltre il decadimento produttivo dei terreni destinati alle coltivazioni -in seguito alle ripetute semine annuali condotte senza i necessari accorgimenti- portarono ad una consistente diminuzione del gettito fiscale.

Così la Dogana delle pecore di Foggia, esercitò il controllo fiscale della transumanza non solo sulle terre di proprietà regia, ma anche su quelle appartenenti ai Feudatari, ai Luoghi pii e alle Università. 
In questi territori vennero costruite strutture per i pastori, particolarmente adatte all'allevamento ovino e alla produzione del formaggio che presero il nome di jazzi.
Erano costituiti da un ampio recinto suddiviso in scomparti. Le stalle erano realizzate in pietra viva con coperture in muratura o in legno e da alcuni locali. Servivano pure da abitazione per gli operatori, e accanto a grandi camini si procedeva alla lavorazione del latte per farne formaggio.


Quasi sempre gli jazzi erano dotati del mungituro. Questa struttura, nella quale si provvedeva alla mungitura delle pecore, era costituita da una costruzione centrale di forma generalmente quadrangolare, di dimensioni ridotte, fornita di due aperture contrapposte e comunicanti, ognuna con un recinto esterno di forma circolare.
I pascoli di Puglia furono divisi in ventitré locazioni (Lesina, Apricena, Arignano, Sant’Andrea,Jazzo).



Il trasferimento delle greggi iniziava ogni anno il 15 di ottobre e avveniva lungo tratturi che erano vere e proprie arterie erbose. Avevano una larghezza standard di 111,60 metri, per permettere alle pecore di mangiare mentre si spostavano. I tratturi erano collegati tra loro con tratturelli di minore larghezza. Lungo i tratturi erano previsti riposi, vaste aree in cui i pastori potevano sostare con le greggi, durante le tappe di trasferimento.



Nel 1806, Giuseppe Bonaparte emanò una legge con la quale si liberavano le terre del Tavoliere da qualsiasi vincolo. Da quell’atto derivò il graduale ma inesorabile declino, nel corso del XIX secolo, dell'industria pastorale, favorito anche da alcune leggi del Parlamento Italiano che annullarono gli antichi diritti goduti in precedenza.

Tra l'800 e il '900, le terre a coltura hanno preso decisamente il sopravvento sui pascoli e la transumanza, regolata da leggi dello Stato, ha ceduto il passo ad un sistema di rapporti privati tra pastori e proprietari terrieri pugliesi. Oggi, se si deve transumare è meglio caricare le pecore sui camion.


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