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La transumanza


La transumanza era la grande migrazione stagionale di milioni di capi di pecore. All'approssimarsi dell'inverno i pastori li guidavano dai monti dell’Abruzzo verso la "piana" di Puglia e poi indietro prima dell'estate.

la transumanza
Milioni di capi entravano ogni anno in Puglia.

Già prima dei romani i pastori abruzzesi scendevano ogni anno verso Sud. 
Varrone Marco Terenzio (116-27 a.C.) erudito romano, nel "De re rustica", attesta che i pastori del Sannio introducevano i loro armenti nelle pianure di Puglia e che, per questo, dovevano corrispondere un tributo. I Normanni nel 1115 istituirono un regime particolare per i pascoli che prevedeva agevolazioni e privilegi a favore dei pastori. Furono gli svevi a tentare di mettere ordine e a provare a guadagnarci da quella piena che, puntuale ogni anno, invadeva il Tavoliere. Federico II di Svevia, pur predisponendo misure anche per l’agricoltura e incoraggiando la coltura della vite e dell’olivo, tutelò e valorizzò i pascoli ponendo mano al riordino della mena delle pecore. 
Per Federico II, la Puglia nei cui territori costruiva castelli e città, rappresentava il centro del potere, da cui amministrare l'impero ed emanare le leggi. 

Castel del Monte

Castel del Monte, agli inizi del '900, prima dei restauri.

In un certo senso la ricchezza che veniva prodotta nel mezzogiorno d'Italia, ricadeva almeno in parte in questi stessi luoghi. I dominatori che seguirono considerarono invece la Puglia una semplice provincia lontana, da controllare con caserme sparse sul territorio e da sfruttare economicamente il più possibile. Si accorsero che, per i loro interessi, era più remunerativo tassare le pecore che ogni anno passavano da questi luoghi piuttosto che favorire l'agricoltura.
Su questi campi, che piani si estendono a perdita d’occhio, e dove ora cresce il grano, per oltre seicento anni è cresciuta solo l'erba. Era infatti impensabile destinare ad uso agricolo un territorio fertilissimo ma devastato due volte l'anno, dal passaggio di milioni di voraci pecore.
Per questo il Tavoliere di Puglia è l'unica pianura senza alberi.



Il pastore e i suoi aiutanti, i cani maremmani
Il grosso collare difende dal morso 
dei lupi il collo del cane.

Alcune leggi impedivano che fossero piantati e guardiani incaricate di controllare il territorio all'occasione li tagliavano. La grande pianura doveva essere solo una sterminata prateria d'erba.
Questa fu per secoli la condanna di una terra che produceva tanta ricchezza per gli altri ma non per sé stessa. Il sistema di tassazione perfezionò le sue regole implacabili con l'istituzione da parte di Alfonso I d'Aragona (1442-1458), nel 1447, della "Regia Dogana per la mena delle pecore in Puglia". Una macchina fiscale particolarmente efficiente che procurava entrate per il fisco superiori a tutte le altre del vicereame di Napoli. 

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