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La storia della Masseria Canestrello
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Dopo l’abolizione, nel secolo XIX, della Dogana
delle pecore e dei suoi obblighi, le terre del Tavoliere vennero progressivamente
dissodate e riconvertite alla coltivazione di cereali.

Mietitura a mano, sul Tavoliere di
Puglia, 1907
Le campagne si popolarono così progressivamente di
braccianti che la coltura del grano
richiedeva in gran numero.
Anche in questa masseria si usavano le “fosse granarie”, ampi silos
sotterranei scavati nel terreno e in cui si conservava il grano asciutto
e al riparo dagli insetti. Famoso il piano delle fosse di Foggia e
Cerignola.

Il grano era conservato in fosse sotterranee
che poi venivano sigillate.
Agli inizi del ‘900 nuovi ceti sociali entrarono in
scena con un impegno imprenditoriale più specificatamente agricolo.
Nel 1919, Antonio Antinozzi, il nonno degli attuali proprietari, comprò
questa tenuta dai Principi Doria.
Antonio
Antinozzi.
La
Prima guerra mondiale era finita da poco e nonno Antonio decise di
creare un'azienda agricola.
Questa tenuta seguì poi, negli anni ‘50, la sorte di tutte le altre
vaste estensioni terriere: la Riforma Fondiaria ne assegnò parte
ai contadini.
Negli anni ’90 abbiamo poi iniziato il restauro di Masseria Canestrello,
rispettandone la storia, le caratteristiche architettoniche e lo spirito
dei luoghi.
La nostra casa continua anche oggi la sua vita di sempre, scandita
dal ritmo delle attività agricole.
Ma una parte degli spazi della masseria sono destinati anche
ad accogliere gli amici. Le camere per
i nostri ospiti, solo sei, sono comode ed accoglienti e gli
spazi comuni caldi ed ospitali.
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