|
La storia di Masseria Canestrello
Sulla vecchia mappa ingiallita che disegna i confini
della masseria dell’Ecc.mo Sig. Principe D. Alfonso Doria Pamphili,
la tenuta ha il nome di Posta Fissa di Canestrello.

L'antica mappa della tenuta di Canestrello
Nata come “masseria da pecore” servì da appoggio ai
pastori per la lavorazione del latte.
Numerosi greggi di pecore, percorrendo antichi tratturi, lasciavano
i freddi pascoli montani dell’Abruzzo e raggiungevano la pianeggiante
Puglia per trascorrervi l’inverno.
Era il rito stagionale della transumanza
che si rinnovava ogni anno, un’avventurosa migrazione che muoveva
milioni di capi di bestiame. Ad accompagnarli pastori con cani, cavalli,
artigiani. Scendevano verso Sud d’inverno per risalire verso Nord
d’estate.

Gregge in cammino. Da una pubblicazione
commerciale degli inizi del '900.
I
tratturi erano ben segnati, come autentiche
autostrade, larghe 111 metri e lunghe migliaia di chilometri, con
punti di sosta, di pascolo, di abbeveraggio, di rifugi per la notte.
La nostra Masseria Canestrello sorgeva lungo una di quelle vie. Chi
controllava quel flusso migratorio si assicurava, con le tasse sui
capi di bestiame, un reddito enorme. Per questo, sin dall’antichità,
i diversi regnanti cercarono di regolamentarlo.

Gregge in cammino. La foto è di Giorgio
Pullè e corredava un suo articolo sulla transumanza, pubblicato sul
n°6 de LE VIE D'ITALIA, della Consociazione Turistica Italiana, Giugno
1940.
Nel
Tavoliere che era una grande pianura tenuta a pascolo e, per lungo
tempo, frequentata solo da pastori, le masserie svolgevano un ruolo
importante, anche di difesa, durante i lunghi mesi di isolamento.
Ai lati del portone d’ingresso della nostra masseria, si aprivano
minacciose feritoie da cui il massaro poteva tenere sotto il tiro
del suo fucile briganti e vagabondi con cattive intenzioni.

Masseria Canestrello
Carlo
V imperatore (1500-1558) assegnò questo vasto latifondo, che si
estendeva tra Puglia e Basilicata, ai Principi Doria, che lo amministrarono
fino al 1919.
I principi di origine genovese, il cui stemma di famiglia è ancora
incastonato nelle mura di Masseria Canestrello, probabilmente non
vennero né abitarono mai in queste contrade tra Puglia e Basilicata
che vennero amministrate da un loro governatore.
|