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La natura del Gargano
Il viaggiatore Greogorovius nel 1882, salendo dal Tavoliere
verso il Gargano, vide un acceso tramonto,
“la rocciosa parete fiammeggiante messa dagli dei a custodia di
un paradiso”.
Il
paradiso è come un’isola circondata da tre lati dal mare Adriatico e,
sul quarto lato, dal mare d’erba del Tavoliere.
L’isolamento di questo promontorio ha favorito una evoluzione propria
di specie vegetali ed animali.
Il Parco Nazionale del Gargano è un piccolo ma ricchissimo microcosmo,
armonioso e piacevole da visitare, in cui si incontrano una fauna e
una vegetazione unica, in uno spazio, tutto sommato, abbastanza ristretto.
Percorrendo solo pochi chilometri, potrete passare infatti, dalle foreste
montane alle paludi e lagune sulla costa.
Le stagioni danno il ritmo dei cambiamenti, insieme alle trasformazioni
operate dal lavoro degli uomini. Vedrete sulle alture numerosi terrazzamenti,
costruiti in secoli di durissima fatica, per strappare un po'
di terra da coltivare alle rocce, vedrete i giardini di agrumi affacciati
sul mare, le dure masserie dell’interno, i frutteti contendere lo spazio
alla foresta.

La
flora
Il Gargano nonostante la sua limitata estensione ha una notevole varietà
di piante. La flora conta più di 2000 specie, il 33% di quelle nazionali
e ben 47 specie di orchidee spontanee.
Per
trovarle e godere della loro bellezza è sufficiente passeggiare senza
sforzi per prati e pascoli. Talvolta ne troverete molte e diverse cresciute
in pochi metri quadrati di terra. Per imparare a conoscerle potete chiedere
una guida alla direzione del Parco o servirvi di un libretto illustrato
con nomi e caratteristiche.
Il mantello di boschi che anticamente ricopriva l’intero promontorio,
è oggi suddiviso tra Foresta Umbra, il bosco Quarto,
il bosco Spigno, Ceresaldi, Spinapulci, ricchi
di essenze come faggi, aceri, querce, carpini, ornelli, lecci e tigli.
Lungo la costa cresce il Pino d’Aleppo con il sottobosco profumato dal
rosmarino, cisto, fillirea, alaterno, mirto striato, lentisco.
I
grandi patriarchi verdi
A testimonianza dei resti delle antiche foreste ci sono le arcaiche
presenze di alcuni alberi monumentali vecchi tra gli 800 e i 2000 anni.
Tra gli alberi monumentali del Gargano, che meriterebbero una visita
per un omaggio alla loro vitale anzianità, il Parco segnala
-il leccio del Convento dei Cappuccini di Vico del Gargano;
-i maestosi cerri, dalla forma colonnare del bosco Quarto, Spinapulci
e difesa di S.Matteo;
-i colossali faggi plurisecolari della foresta Umbra;
-i farnetti di Valle Carpinosa;
-il carrubo di Vignanotica che misura alla base 13 metri di circonferenza;
-i tormentati olivastri di Torre Mileto;
-la gigantesca quercia nei pressi dell’Abbazia di Calena a Peschici.
La
fauna
L’isolamento del territorio e la varietà degli ambienti ha influito
anche sulla presenza e le specie di animali. Il capriolo garganico è
una specie autoctona, sopravvivenza dei caprioli che nel passato popolavano
tutta la penisola. Vivono sul Gargano anche il gatto selvatico,
la gallina prataiola, la martora, la puzzola, il pipistrello insieme
alle numerose specie di uccelli che vengono a riprodursi o a svernare
nelle zone umide.
Le zone umide del Parco sono le lagune di Lesina e Varano, la palude
Frattarolo e l’ex Daunia Risi.
A Frattarolo o a nell’ex Daunia Risi si sono riprodotte 170 specie di
uccelli, di cui ben 108 sono specie rare o in via di estinzione. Queste
riserve sono luoghi di grande suggestione e bellezza e che riservano
sorprese di colori o di presenze animali in ogni stagione dell’anno.
Gli appassionati di fotografia naturalistica troveranno spunti e sorprese
straordinarie.
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