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I tratturi della Transumanza

La carta dei tratturi
Una ragnatela di strade verdi ricopriva la Puglia
("La Transumanza"-Immagini di una civiltà- Iannone Ed.)

Il trasferimento delle greggi, che iniziava ogni anno il 15 di ottobre, avveniva lungo tratturi che erano vere e proprie arterie erbose con una larghezza standard di 111,60 metri, per permettere alle pecore di mangiare mentre si spostavano. I tratturi erano collegati tra loro con tratturelli di minore larghezza. Lungo i tratturi erano previsti riposi, vaste aree in cui i pastori potevano sostare con le greggi, durante le tappe di trasferimento.
Erano strade lungo le quali si muoveva un esercito di animali, uomini, cani, carri
Per loro maggiore sicurezza, e per essere certi che nessuno sfuggisse alla Dogana, queste vie verdi seguivano tre percorsi chiamati Regi Tratturi.
I principali tratturi  iniziavano da l’Aquila, Celano e Pescasseroli.


Il riposo delle greggi
Al termine della tappa.

1° Percorso:
Le pecore che seguivano il primo itinerario (L’Aquila-Foggia), dopo S. Pio delle Camere potevano percorrere una delle due seguenti piste parallele Manoppello-Guardiagrele- Montenegro e Bucchianico-Chieti-Lanciano. 
Quest'ultimo raggiungeva il mare a nord di Punta di Penna per poi allontanarsene e aggirare Vasto e Termoli. I due percorsi si ricongiungevano presso Serracapriola e, passando presso San Severo, raggiungevano Foggia.

2° Percorso
Le greggi che utilizzavano il secondo tratturo (Celano-Foggia), seguendo un tracciato interno, aggiravano Pratola Peligna e Sulmona, sostavano ai riposi di Casale e Taverna del Piano, presso Rivisondoli, passavano vicino Roccaraso, Lucito e Lucera, e raggiungevano Foggia.

3° Percorso
Gli armenti che seguivano il terzo percorso (Pescasseroli-Candela)e che interessava la nostra Masseria, partivano dal territorio di Pescasseroli, raggiungevano Castel di Sangro, da dove seguivano uno dei due tracciati seguenti: il primo passava per i monti del Matese e comprendeva i tre riposi di Colle della Guardia, di Casanicola e di Santa Margherita - posti tra Isernia e Vinchiaturo - e quello di Casalbore - presso Ariano Irpino - toccava Rocchetta Sant’Antonio e raggiungeva la locazione di Canosa;il secondo aveva un percorso sannitico - Pescolanciano-Castropignano-Campobasso - prima di entrare nel territorio di Lucera, che aggirava a sud-ovest, e raggiungere Foggia.

La Madonna dell'Incoronata è, insieme a
San Michele Arcangelo, la protettrice dei pastori e delle greggi. Alle porte della città di Foggia, presso l'omonimo bosco che costeggia il torrente Cervaro, sorge il celebre santuario a lei dedicato.

La statua della Madonna Incoronata di Foggia
Madonna Incoronata di Foggia.

Furono dei pastori a ritrovare l'immagine, forse un'icona bizantina, di una Madonna dal volto nero. 
Il feudatario del luogo, per custodirla,  eresse una piccola chiesa.

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