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Il governatore dei Principi Doria

Melfi e il suo castello
Il
governatore dei Doria
I vasti latifondi tra Puglia e Basilicata venivano amministrati da
governatori per nome e per conto di nobili che risiedevano altrove.
Spesso questa forma di governo dava luogo a soprusi ed angherie a
cui le comunità reagivano con ribellioni, suppliche o estenuanti iniziative
giudiziarie.
Ai primi del Settecento era Principe di Melfi
D. Giannandrea Doria Landi che amava vivere a Roma. Il suo
Governatore generale era il Marchese D. Luca Ottavio Restori che risiedeva
a Melfi. E proprio contro le sue angherie fiscali si levò la voce
di un medico di Melfi, Angelo Antonio Della Monica o La Monica
(1688-1753), il quale a difesa della propria Università scrisse e
pubblicò a Napoli una memoria dal titolo “Breve notizia di fatti
e ragioni a beneficio del Comune della Magnifica e Fedele Città di
Melfi contro i Governatori dello Stato per tutti i gravami dai quali
detto Comune era gravato dai luogotenenti e governatori del Principe
Doria”.
Come andò a finire? Bene per la città di Melfi che vinse la sua battaglia
giuridica. Ma l’importante fu che il Della Monica aprì la via a nuovi
fermenti politici e culturali che resero Melfi, tra Illuminismo e
Romanticismo, uno dei centri più vivi della Lucania*.
Una piccola città del profondo Sud che sembrava scomparsa dopo la
gloria degli anni di Federico II di Svevia, rivela, a guardar bene,
una sua originale partecipazione ai grandi fenomeni della vita nazionale
ed europei.
Questo angolo di mezzogiorno, a cavallo tra Lucania e Puglia, richiede
dai viaggiatori curiosi, la pratica di questo interessante esercizio,
quello di “guardar bene”, di vedere oltre il velo, e quindi di scoprire
i legami tra realtà, persone, situazioni, racconti, paesaggi. Così,
fuori da ogni schema.
*Raffaele Nigro ne scrisse nel
suo studio “La cultura a Melfi, nota bibliografica –per
un’indagine sulla letteratura lucana-“ Edizioni Interventi Culturali,
Melfi, 1978
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